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Barrea L et A Novel Chronotype-Based Mediterranean Diet Pyramid: An Updated Representation by the Italian Society of Endocrinology (SIE) and the Italian Society of Dietetics and Clinical Nutrition (ADI). Curr Nutr Rep. 2026 Feb 13;15(1):10
Barrea L et A Novel Chronotype-Based Mediterranean Diet Pyramid: An Updated Representation by the Italian Society of Endocrinology (SIE) and the Italian Society of Dietetics and Clinical Nutrition (ADI). Curr Nutr Rep. 2026 Feb 13;15(1):10.

La nuova grafica rappresenta un invito a sincronizzare l’introito calorico con l'orologio biologico interno.

Durante le ore di luce, il nostro metabolismo raggiunge il picco di efficienza. In questa fase, il corpo esprime una maggiore sensibilità insulinica, rendendolo particolarmente capace di gestire gli zuccheri complessi. È dunque strategico concentrare in questa finestra temporale il consumo di carboidrati complessi (cereali integrali, pane di qualità, pasta integrale e legumi) e frutta fresca, per fornire energia pronta all'uso.

In serata è consigliato preferire un'alimentazione più leggera. La cena dovrebbe essere il regno delle proteine di alta qualità (pesce, carni bianche, uova o proteine vegetali) accompagnate da abbondanti porzioni di verdura.

Consumare alimenti ricchi di triptofano la sera, come semi, noci o una piccola porzione di latticini, può favorire la produzione di melatonina e aiutarci non solo a digerire meglio, ma anche a scivolare in un sonno più profondo e ristoratore, soprattutto per chi è portato ad addormentarsi tardi e/o a dormire poco.

Anche chi, per motivi di lavoro o altro, non può riposare la notte, deve consumare un pasto a base di cereali integrali (orzo, farro, quinoa), proteine magre e una buona quota di grassi sani (olio EVO, avocado). Nella notte introdurre una manciata di mandorle o noci, un uovo sodo o dello yogurt greco naturale che contengono proteine digeribili

È importante sottolineare che questo approccio non rappresenta un ritorno alla dieta dissociata — un modello ormai superato poiché la netta separazione tra macronutrienti si è dimostrata poco efficace per il controllo glicemico a lungo termine.

Al contrario, si tratta di una distribuzione consapevole dei nutrienti: una strategia moderna che valorizza la sinergia dei cibi, ottimizzandone l'assunzione in base alle esigenze fisiologiche dettate dall'alternanza luce-buio.



E' sempre più diffusa la consapevolezza che per mangiare sano non dobbiamo solo pensare a quello che mangiamo, ma anche a quando lo mangiamo.

Gli orari dei pasti sono importanti quanto il contenuto, lo sapevamo da tempo. Se ne accorgono soprattutto le persone che hanno difficoltà digestive come reflusso gastroesofageo o gastrite oppure gli sportivi perché devono regolare i loro pasti in base all'attività o all'esercizio fisico. Questo perché la digestione e quindi il metabolismo sono influenzati dai ritmi della giornata, ma possono modificare anche le nostre prestazioni quotidiane.

Sappiamo anche che ci sono persone che hanno ritmi di vita molto diversi: c'è chi è molto attivo alla mattina e termina prima la sua giornata e chi parte più lentamente ed è più attivo alla sera.Queste due categorie spesso sono riconoscibili anche nelle abitudini alimentari: nel primo caso si tratta di persone con pasti irregolari, le seconde privilegiano alimenti a maggiore densità energetica. I rischi per la salute possono quindi essere diversi.

La Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e l'Associazione Italiana di Dietetica (ADI) hanno appena lanciato una nuova versione della Dieta Mediterranea: la Piramide basata sul Cronotipo. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: sintonizzare i nostri pasti con l'orologio biologico interno per far lavorare meglio il metabolismo e prevenire disturbi come l’obesità o il diabete. Sincronizzare i ritmi del corpo con il cibo è il nuovo segreto per stare davvero bene e prevenire malattie come obesità, diabete e malattie cardiovascolari.

La Dieta Mediterranea continua quindi ad essere alla base dell’alimentazione sana, ma con un nuovo approccio.


Siamo abituati a considerare la Piramide Alimentare come il riferimento per la nostra alimentazione. Qualche mese fa la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) l'aveva aggiornata, ora la nuova versione proposta introduce un aspetto fondamentale: non conta solo cosa mangiamo, ma quando lo facciamo in relazione al nostro ritmo biologico.

La ricerca evidenzia infatti un legame stretto tra il successo della dieta e il nostro cronotipo, ovvero la predisposizione naturale a essere più attivi in certi momenti della giornata.

Il nostro stile di vita non è uguale per tutti, e la scienza ci divide idealmente in due grandi categorie:

Le Allodole (Cronotipo Mattutino): si svegliano presto e il loro ritmo è in sintonia con la luce solare. La loro energia è massima al mattino e sono molto attive nella prima parte della giornata, consumano una colazione ricca e un pranzo sostanzioso, arrivando a una cena leggera e vanno a dormire presto. Questo ritmo asseconda perfettamente il metabolismo naturale, facilitando il mantenimento del peso e della salute generale.

I Gufi (Cronotipo Serale): Per genetica, abitudini familiari o necessità lavorative, queste persone sono più attive solo nel tardo pomeriggio. Tendono a saltare la colazione, consumano pasti veloci durante il giorno e concentrano l'introito calorico a cena. Dormono poco o vanno a dormire tardi e spesso o sentono la necessità di spizzicare durante la notte.

Purtroppo il metabolismo umano rallenta con l'imbrunire e si concentra sulla riparazione cellulare e alla costruzione muscolare. Per i "gufi", questo sfasamento può alterare l'equilibrio di alcuni ormoni chiave, tra cui l'insulina (che regola il metabolismo degli zuccheri), la grelina (stimola il senso di fame) e la leptina (Invia il segnale di sazietà).

Quando il riposo è insufficiente o i pasti sono troppo tardivi, questi ormoni non lavorano correttamente, aumentando il rischio di obesità, diabete di tipo 2, ipertensione e disturbi digestivi.

Cambiare la propria natura non è semplice, soprattutto se i ritmi sono dettati dal lavoro o da impegni familiari. Tuttavia, anche per chi non può trasformarsi in un'allodola, è possibile intervenire sulla qualità e sulla tempistica dei pasti: anche piccoli cambiamenti mirati possono ridurre i fattori di rischio, mentre per chi si trova in una fascia intermedia, l'adattamento ai ritmi della dieta mediterranea risulterà ancora più rapido ed efficace.


 

dr.ssa Elisabetta Iafrate         Biologa Nutrizionista

via Santorre di Santarosa, 27  -  00071 Pomezia (Roma) 

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