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Perché evito di parlare detox

  • Immagine del redattore: dr.ssa Elisabetta Iafrate
    dr.ssa Elisabetta Iafrate
  • 28 mar
  • Tempo di lettura: 2 min


Da oltre 20 anni mi occupo di alimentazione. All'inizio della mia carriera cercavo di informarmi anche sulle principali riviste che trattavano temi di salute, soprattutto per capire i temi più stimolanti o le richieste principali. Ora lo stesso servizio lo fanno i social.

In tutti questi anni, la primavera è sempre l'occasione per parlare di dieta detossificante. Perché? E soprattutto cosa significa?

Si parte dall'idea, non del tutto infondata, che alla fine dell'inverno ci si senta "appesantiti" da un'alimentazione non corretta.

Questo può essere vero perché è più facile utilizzare alimenti conservati, spesso ricchi di sale, zucchero o conservanti. Talvolta si esagera con alimenti grassi, alcolici o dolci.

Ma questo non è specifico dell'alimentazione invernale. Inoltre non si tratta di sostanze "tossiche", anche quando non si tratta di sostanze sane.

Il termine "detossificare" dovrebbe essere lasciato a procedure più serie, quando si tratta di proteggere l'organismo da alcool, farmaci, sostanze inquinanti negli alimenti o nell'acqua.

Quello che è vero è che se seguiamo l'alimentazione stagionale e i ritmi della luce, in primavera può iniziare un cambiamento naturale: frutta e verdura più ricche di acqua e di sali, prodotti freschi e non conservati da settimane, dilatare gli orari dei pasti nella giornata e aumentare le occasioni di movimento spontaneo all'aperto. In questo modo si eliminano liquidi in eccesso, l'intestino si regolarizza. i livelli di vitamina D possono risalire, l'umore migliora.

Invece i social continuano a proporre programmi detox, dove si combinano alimentazione, eliminazione di alcune categorie di alimenti o integrazioni con cambiamenti nello stile di vita o da trattamenti di tipo diverso - come sauna o idroterapia o trattamenti estetici. Alcuni di questi programmi possono essere invasivi, pericolosi e pubblicizzati in modo ingannevole, molti inutilmente costosi: infatti gli studi scientifici sull'argomento sono pochi e non dimostrano un vantaggio per la salute.

Purtroppo attraggono anche persone con malattie o in condizioni di rischio, che si sottopongono a questi percorsi senza consultare il medico curante: per persone con diabete, con sofferenza renale, con predisposizione ai calcoli o con ipertensione possono esserci conseguenze importanti.

Inoltre chi si sottopone a questi percorsi anche solo per controllare il peso, spesso non considera che alcuni interventi troppo radicali, anche se danno risultati rapidi sono efficaci solo per qualche giorno e possono generare il temuto effetto yoyo che rende più difficile intervenire successivamente. Gli studi scientifici da questo punto di vista sono numerosi.

 

dr.ssa Elisabetta Iafrate         Biologa Nutrizionista

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