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Non tutte le ricerche hanno lo stesso peso!


Non preoccuparti, succede anche ai professionisti: leggono un testo, anche scientifico, e pensano che queste informazioni possano essere estese a tutti. Ma non tutte hanno la stessa importanza.

Ad esempio, a volte si sente parlare di persone che presentano livelli di alcol nel sangue, pur essendo completamente astemie. Questi sono casi straordinari e non costituiscono una giustificazione valida quando si viene sottoposti all'alcol test!

Sono importanti le ricerche in vitro - su cellule o su organi isolati - o su animali, ma la nostra alimentazione non è solo metabolismo: è legata al nostro stile di vita, sedentario o attivo, alla combinazione dei nutrienti nello stesso pasto o nella dieta, ma anche agli orari e alla regolarità dei pasti. Il sale non è solo cloruro di sodio, ma lo troviamo nel prosciutto crudo, nel pecorino, nelle patatine, nel salmone affumicato e non possiamo sperimentarli in vitro.

Per questo in nutrizione si fanno molte ricerche che prevedono inchieste e sondaggi: ad esempio si raccolgono le frequenze di consumo di alcuni alimenti e si confrontano con i dati di salute di quelle persone. Per esempio i livelli di colesterolo o di glicemia. Questi risultati sono un po' più completi, purtroppo però certe malattie compaiono dopo anni e non sempre le persone ricordano cosa mangiavano anni prima. Allora, per minimizzare l'errore, occorre seguire le persone per tanto tempo, anche per anni, prima di avere dei risultati.

Un'alternativa, più costosa e complessa, può essere proporre a tante persone uno stesso alimento o una stessa dieta. È costoso perché scegliere le persone e seguirle per mesi prevede una struttura di ricerca complessa composta da nutrizionisti, medici, biologi, chimici, matematici e tante analisi di controllo. Un esempio sono gli studi effettuati dal gruppo del professor Berrino in collaborazione con l'Istituto dei Tumori di Milano: una dieta particolare viene proposta a donne che hanno avuto un tumore al seno e seguite per vedere se la malattia ricompare. Questo potrebbe aiutare a capire se questa dieta aiuta a prevenire i tumori, ma gli studi sufficienti possono solo dimostrare se la dieta aiuta a prevenire la recidiva di quel tipo di tumore.

Un dato davvero conclusivo si ha solo se si analizzano insieme dati provenienti da ricerche diverse, fatte in tutto il mondo, ovviamente in condizioni simili e in momenti diversi. Non è facile trovare dati che possano essere elaborati insieme e bisogna essere molto esperti per non rischiare di confrontare dati molto diversi ed avere risultati che, invece di chiarire, confondono.

Quindi, se qualcuno attribuisce alle ricerche le proprietà di una dieta, puoi anche tu iniziare a domandare: quali ricerche? E capire quanto fidarti di quello che ti viene detto.



 

dr.ssa Elisabetta Iafrate         Biologa Nutrizionista

via Santorre di Santarosa, 27  -  00071 Pomezia (Roma) 

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