Con testa e cuore altrove
- dr.ssa Elisabetta Iafrate

- 29 giu
- Tempo di lettura: 2 min
La confusione mentale (Brain fog), l'ansia, l'irritabilità e gli sbalzi d'umore inizialmente preoccupano meno di aspetti più visibili, ma per alcune donne, non tutte, possono diventare il problema principale della menopausa perché creano problemi affettivi e relazionali.
Non sono semplici risposte psicologiche, ma sono direttamente influenzate dall'impatto delle fluttuazioni ormonali sui neurotrasmettitori cerebrali.
Non accettare i cambiamenti fisici e umorali della menopausa può portare le donne a perdere autostima; la confusione mentale e gli sbalzi d'umore possono far loro perdere fiducia nelle proprie capacità.
In alcuni casi, questi possono evolvere in condizioni più gravi come la depressione e gli attacchi di panico, diventando un ostacolo nella vita quotidiana.
Le donne in questa fase della vita, a causa di un senso di insoddisfazione generale, possono persino diventare vittime di dipendenze invisibili, come il gioco d'azzardo, sottovalutando il rischio di forme come i gratta e vinci e le slot machine.
Spesso, i disturbi hanno origine o peggiorano a causa delle irregolarità del sonno, che colpiscono fino al 63% delle donne in menopausa anche per motivi ormonali.
La privazione del sonno altera anche i segnali biologici della fame (aumentando la grelina e riducendo la leptina), spingendo a cercare cibi ricchi di calorie, zuccheri e sale.
Per una donna esausta o che soffre di fame emotiva a causa della stanchezza, seguire qualsiasi piano nutrizionale potrebbe risultare difficile, quindi è importante iniziare a gestire questo aspetto, per evitare che il peso diventi un'altra causa di ansia.
Se affrontato in tempo il problema emotivo può essere curato velocemente e si evitano condizioni che possono durare anni.
Come intervenire?
Il primo passo è prendere coscienza del problema: non sottovalutarlo, discutere con i familiari, che potrebbero avere una visione più chiara nell'identificare i sintomi e potrebbero aiutarti a gestire le prime difficoltà, così come consultare i medici e valutare la necessità di un intervento psicologico.
Dal punto di vista nutrizionale, esistono diverse strategie, ma la principale è sicuramente seguire una dieta equilibrata con orari dei pasti regolari.
I digiuni e le diete troppo rigide possono accentuare il nervosismo.
Aumentare il consumo di cereali integrali e limitare gli alimenti ricchi di zuccheri semplici consente di raggiungere la sazietà senza causare sbalzi glicemici che possono aumentare le vampate e il nervosismo. Inoltre, incrementano i livelli di serotonina, un ormone essenziale per migliorare l'umore.
Un consumo regolare di alimenti ricchi di omega 3, come pesce e semi oleosi, ha un effetto antidepressivo.
Gli alimenti ricchi di magnesio, come la frutta secca, il cioccolato fondente, i legumi e i cereali integrali, aiutano a gestire la tensione.
Esistono alimenti come la soia, i legumi, il finocchio e i semi (girasole, sesamo e lino) che sono fonti di fitoestrogeni e compensano parzialmente il calo naturale.
Non sempre l'alimentazione è sufficiente e, nei momenti più critici della transizione, possono essere utili integratori che contengono tutti questi nutrienti a un dosaggio più elevato e in una formulazione più facilmente assimilabile. Per scegliere il prodotto giusto, è meglio affidarsi a un/a professionista.


