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Con testa e cuore altrove

La confusione mentale (Brain fog), l'ansia, l'irritabilità e gli sbalzi d'umore inizialmente preoccupano meno di aspetti più visibili, ma per alcune donne, non tutte, possono diventare il problema principale della menopausa perché creano problemi affettivi e relazionali.

Non sono semplici risposte psicologiche, ma sono direttamente influenzate dall'impatto delle fluttuazioni ormonali sui neurotrasmettitori cerebrali.

Non accettare i cambiamenti fisici e umorali della menopausa può portare le donne a perdere autostima; la confusione mentale e gli sbalzi d'umore possono far loro perdere fiducia nelle proprie capacità.

In alcuni casi, questi possono evolvere in condizioni più gravi come la depressione e gli attacchi di panico, diventando un ostacolo nella vita quotidiana.

Le donne in questa fase della vita, a causa di un senso di insoddisfazione generale, possono persino diventare vittime di dipendenze invisibili, come il gioco d'azzardo, sottovalutando il rischio di forme come i gratta e vinci e le slot machine.

Spesso, i disturbi hanno origine o peggiorano a causa delle irregolarità del sonno, che colpiscono fino al 63% delle donne in menopausa anche per motivi ormonali.

La privazione del sonno altera anche i segnali biologici della fame (aumentando la grelina e riducendo la leptina), spingendo a cercare cibi ricchi di calorie, zuccheri e sale.

Per una donna esausta o che soffre di fame emotiva a causa della stanchezza, seguire qualsiasi piano nutrizionale potrebbe risultare difficile, quindi è importante iniziare a gestire questo aspetto, per evitare che il peso diventi un'altra causa di ansia.

Se affrontato in tempo il problema emotivo può essere curato velocemente e si evitano condizioni che possono durare anni.

Come intervenire?

Il primo passo è prendere coscienza del problema: non sottovalutarlo, discutere con i familiari, che potrebbero avere una visione più chiara nell'identificare i sintomi e potrebbero aiutarti a gestire le prime difficoltà, così come consultare i medici e valutare la necessità di un intervento psicologico.

Dal punto di vista nutrizionale, esistono diverse strategie, ma la principale è sicuramente seguire una dieta equilibrata con orari dei pasti regolari.

  • I digiuni e le diete troppo rigide possono accentuare il nervosismo.

  • Aumentare il consumo di cereali integrali e limitare gli alimenti ricchi di zuccheri semplici consente di raggiungere la sazietà senza causare sbalzi glicemici che possono aumentare le vampate e il nervosismo. Inoltre, incrementano i livelli di serotonina, un ormone essenziale per migliorare l'umore.

  • Un consumo regolare di alimenti ricchi di omega 3, come pesce e semi oleosi, ha un effetto antidepressivo.

  • Gli alimenti ricchi di magnesio, come la frutta secca, il cioccolato fondente, i legumi e i cereali integrali, aiutano a gestire la tensione.

  • Esistono alimenti come la soia, i legumi, il finocchio e i semi (girasole, sesamo e lino) che sono fonti di fitoestrogeni e compensano parzialmente il calo naturale.

  • Non sempre l'alimentazione è sufficiente e, nei momenti più critici della transizione, possono essere utili integratori che contengono tutti questi nutrienti a un dosaggio più elevato e in una formulazione più facilmente assimilabile. Per scegliere il prodotto giusto, è meglio affidarsi a un/a professionista.




 

dr.ssa Elisabetta Iafrate         Biologa Nutrizionista

via Santorre di Santarosa, 27  -  00071 Pomezia (Roma) 

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