top of page

Aiuto, mi si sono ristretti i vestiti!

L’aumento di peso è una delle conseguenze più evidenti e più temute della menopausa: la paura principale è quella di non riuscire a rientrare negli abiti della stagione precedente e comunque di cambiare il proprio aspetto. Per questo molte donne ai primi segnali cercano di porre rimedio con regimi alimentari autogestiti, spesso sbilanciati.

Infatti durante la perimenopausa, l’aumento di peso è di circa 1,5 kg all’anno, che può portare fino ad un accumulo complessivo di circa 10 kg al momento in cui il processo è stabile e la menopausa è conclamata.

Il cambiamento ormonale, in realtà, non causa semplicemente un aumento di peso, ma produce una ridistribuzione del tessuto adiposo. Il grasso si deposita all’interno, attorno agli organi addominali e nella parte superiore del corpo. La donna può assumere una conformazione sempre più simile a quella maschile con più grasso attorno al punto vita.

Da qualche anno siamo consapevoli che non si tratta di aumento di materiale inerte, ma della modifica di un vero e proprio organo adiposo, che produce ormoni e che interagisce con quelli prodotti da altri organi. Una delle conseguenze di questo accumulo è la diminuzione della sensibilità all’insulina, e quindi il rischio di alterazioni dei livelli di zuccheri, di colesterolo e della pressione arteriosa. Le donne possono diventare “insulino resistenti” una condizione che, se non è curata, può portare, nel corso degli anni, al diabete di tipo 2.

Per questa ragione, non basta considerare semplice peso o il BMI, ma è importante calcolare il rapporto Vita/Fianchi oppure valutare la composizione corporea con strumentazioni specifiche.

Cause indirette

L’aumento di peso è dovuto anche alle conseguenze indirette dei cambiamenti ormonali: per esempio il sonno irregolare aumenta la stanchezza e quindi le attività quotidiane possono essere più leggere, il nervosismo aumenta gli attacchi di fame.

Per non parlare del contesto familiare o gli impegni lavorativi che possono portare a fare pasti irregolari o sbilanciati.

Come intervenire?

L’errore che si fa spesso è iniziare eliminando i carboidrati, che invece sono indispensabili perché ci aiutano ad avere energie per tutte le nostre attività quotidiane, e a dare all’organismo risorse per potenziare i muscoli. Senza carboidrati si perde massa magra con una diminuzione del metabolismo basale.

Meglio perciò sostituire pane, pasta, riso e altri derivati dai cereali con alimenti ricchi di fibre come pane scuro o di segale, riso venere, riso rosso o riso basmati oppure prepararli in piatti ricchi di verdure. Gli alimenti integrali aiutano a limitare l’aumento immediato dello zucchero nel sangue, regolandolo nel tempo e quindi più facilmente gestibile dall’insulina.

Un altro errore comune è anche quello di eliminare la frutta pensando che sia troppo dolce: in questo modo si perdono vitamine e sali che potrebbero aiutare a sentirsi meglio. Piuttosto è indispensabile ridurre al minimo lo zucchero e tutti gli alimenti zuccherati, soprattutto bevande e dolci. Molte donne riferiscono che, nelle occasioni in cui aumentano il consumo di zucchero, peggiorano alcuni sintomi come le vampate.


Post recenti

Mostra tutti
Con testa e cuore altrove

La confusione mentale (Brain fog), l'ansia, l'irritabilità e gli sbalzi d'umore inizialmente preoccupano meno di aspetti più visibili, ma per alcune donne, non tutte, possono diventare il problema pri

 
 

 

dr.ssa Elisabetta Iafrate         Biologa Nutrizionista

via Santorre di Santarosa, 27  -  00071 Pomezia (Roma) 

OBLA  AA-035293     P. IVA: 07543801000

Iafratee@gmail.com           cell: 333 11 81 385

7 trasp_edited.png
bottom of page